Giovani Democra...'s profileGiovani Democratici di C...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Giovani Democratici di Cadoneghe"Votare è un diritto, vogliamo meritarcelo" |
||||||||||||||||||||
|
June 19 Referendum elettorali, 3 si per cambiareDomenica 21 e lunedì 22 giugno , con il referendum, tutti gli italiani possono votare per abrogare la legge elettorale.
Votando sì, ognuno di noi può cambiare una legge che è stata definita “una porcata” proprio da chi l’ha scritta. Questo referendum non riguarda il mondo politico. Non riguarda giochi di potere, accordi di palazzo, o scontro tra schieramenti politici. Questo referendum riguarda i cittadini. Perché le regole elettorali sono quelle che aumentano o diminuiscono il potere che i cittadini hanno sulla politica, sul Parlamento, su chi governa. Le regole elettorali sono lo strumento fondamentale della democrazia. Se non funzionano le regole elettorali, non funziona la democrazia. Per questo, noi del Partito Democratico a quella legge porcata ci siamo opposti. Abbiamo fatto tutto ciò che abbiamo potuto, dopo la sua approvazione, per cambiarla. La destra che l’ha scritta, che l’ha voluta, che l’ha votata e che governa grazie a quella legge, di certo non farà nulla per cambiarla. A loro va bene nominare i parlamentari, perché così avranno un Parlamento più obbediente, che continuerà a rispondere al capo e non ai cittadini. Noi invece pensiamo che la politica debba essere trasparente. Noi pensiamo che il Parlamento debba lavorare nell’interesse dei cittadini, e non di chi comanda. A loro va bene truffare gli elettori con candidati finti, che chiedono il voto per sé in tutto il paese, per poi far eleggere al proprio posto persone che gli elettori non hanno mai visto. Noi pensiamo che chi viene eletto debba onorare gli impegni presi, e rendere conto ai cittadini. Noi siamo per la democrazia, per la trasparenza, perché la politica non sia esercizio del potere ma servizio alla comunità. Per questo noi siamo contro questa legge porcata, ed al referendum voteremo si per cambiarla. La destra dice che cambierà la legge porcata in Parlamento. Non lo hanno fatto in questo anno di governo, e non lo faranno nei prossimi anni. A meno che tu, con il tuo si al referendum, non li costringa a farlo. Domenica 21 e lunedì 22 giugno, usa il tuo potere, per cambiare. Al referendum, vota si. COSA PUOI FARE: - Aderisci alla campagna - Metti questa azione come status su facebook e twitter - Spiega perché voterai si nei forum di discussione sulla rete - Guarda e diffondi i video sul SI April 20 REFERENDUM Elettorale '09Presentazione dei quesiti
Il 1° e il 2° quesito: premio di maggioranza alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramento Le attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Tale premio è attribuito su base nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato. Esso è attribuito alla “singola lista” o alla “coalizione di liste” che ottiene il maggior numero di voti. Il fatto che sia consentito alle liste di coalizzarsi per ottenere il premio ha fatto sì che, alle ultime elezioni, si siano formate due grandi coalizioni composte di numerosi partiti al proprio interno. E la frammentazione è notevolmente aumentata. Il 1° ed il 2° quesito (valevoli rispettivamente per la Camera dei Deputati e per il Senato) si propongono l’abrogazione del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste. In caso di esito positivo del referendum, la conseguenza è che il premio di maggioranza viene attribuito alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi. Un secondo effetto del referendum è il seguente: abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere rappresentanza parlamentare, cioé, le liste debbono comunque raggiungere un consenso del 4 % alla Camera e 8 % al Senato. In sintesi: la lista più votata ottiene il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio, le liste minori ottengono comunque una rappresentanza adeguata, purché superino lo sbarramento. All’esito dell’abrogazione, resteranno comunque in vigore le norme vigenti relative all’indicazione del “capo della forza politica” (il candidato premier) ed al programma elettorale. Gli effetti politico-istituzionali del 1° e del 2° quesito Il sistema elettorale risultante dal referendum spingerà gli attuali soggetti politici a perseguire, sin dalla fase pre-elettorale, la costruzione di un unico raggruppamento, rendendo impraticabili soluzioni equivoche e incentivando la riaggregazione nel sistema partitico. Si potrà aprire, per l’Italia, una prospettiva tendenzialmente bipartitica. La frammentazione si ridurrà drasticamente. Non essendoci più le coalizioni scomparirà l’attuale schizofrenia tra identità collettiva della coalizione e identità dei singoli partiti nella coalizione. Con l’effetto che i partiti sono insieme il giorno delle elezioni e, dal giorno successivo, si combattono dentro la coalizione. Sulla scheda apparirà un solo simbolo, un solo nome ed una sola lista per ciascuna aggregazione che si candidi ad ottenere il premio di maggioranza. Le componenti politiche di ciascuna lista non potranno rivendicare un proprio diritto all’autonomia perché, di fronte agli elettori, si sono presentate come schieramento unico, una cosa sola. Nessuno potrà rivendicare la propria “quota” di consensi. E sarà molto difficile spiegare ai cittadini eventuali lacerazioni della maggioranza. Lo scioglimento del Parlamento una volta che è entrata in crisi una maggioranza votata compattamente dagli elettori potrebbe essere politicamente molto probabile. L’eliminazione di composite e rissose coalizioni imporrà al sistema politico una sterzata esattamente opposta all’attuale. Piuttosto che l’inarrestabile frammentazione in liste e listine, minacce di scissioni e continue trattative tra i partiti, il nuovo sistema imporrà una notevole semplificazione, lasciando comunque un diritto di rappresentanza anche alle forze che non intendano correre per ottenere una maggioranza di Governo, purché abbiano un consenso significativo e superino la soglia di sbarramento. Il 3° quesito: abrogazione delle candidature multiple e la cooptazione oligarchica della classe politica Un terzo quesito referendario colpisce un altro aspetto di scandalo. Oggi la possibilità di candidature in più circoscrizioni (anche tutte!) dà un enorme potere al candidato eletto in più luoghi (il “plurieletto”). Questi, optando per uno dei vari seggi ottenuti, permette che i primi dei candidati “non eletti” della propria lista in quella circoscrizione gli subentrino nel seggio al quale rinunzia. Egli così, di fatto, dispone del destino degli altri candidati la cui elezione dipende dalla propria scelta. Se sceglie per sé il seggio “A” favorisce l’elezione del primo dei non eletti nella circoscrizione “B”; se sceglie il seggio “B” favorisce il primo dei non eletti nella circoscrizione “A”. Nell’attuale legislatura, questo fenomeno, di dimensioni veramente patologiche, coinvolge circa 1/3 dei parlamentari. In altri termini: 1/3 dei parlamentari sono scelti dopo le elezioni da chi già è stato eletto e diventano parlamentari per grazia ricevuta. Un esempio macroscopico di cooptazione! E’ inevitabile che una tale disciplina induca inevitabilmente ad atteggiamenti di sudditanza e di disponibilità alla subordinazione dei cooptandi, atteggiamenti che danneggiano fortemente la dignità e la natura della funzione parlamentare. Inoltre i parlamentari subentranti (1/3, come si è detto) debbono la propria elezione non alle proprie capacità, ma alla fedeltà ad un notabile, che li premia scegliendoli per sostituirlo. Con l’approvazione del 3° quesito la facoltà di candidature multiple verrà abrogata sia alla Camera che al Senato.
P.S.personale: Mi chiedo... dove si parla delle preferenze per le quali ci si è tanto lamentati? Referendum o no, non potremo comunque scegliere direttamente le persone da mandare in parlamento. La cosa, ma parlo per me, non è che mi piaccia molto.. (by Iacopo) April 10 Non vi dimenticheremo Oggi i funerali solenni per 150 vittime del terremoto in Abruzzo.Quattro file interminabili di bare con un'orchidea appoggiata sopra ognuna e il nome stampato su un foglio bianco: nella piazza d'Armi della Caserma della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza, sotto il motto "Nec Recisa Recevit" è quasi tutto pronto per i funerali solenni delle vittime del terremoto che nella notte tra domenica e lunedì ha sconvolto l'Abruzzo. La cerimonia inizierà alle 11 e sarà presieduta dal segretario di stato Vaticano Tarcisio Bertone. Nel grande piazzale, che ha un'estensione simile a quella di piazza San Giovanni a Roma, davanti all'altare sono state sistemate centinaia di sedie per i familiari, molti dei quali già presenti. Le autorità avranno invece uno spazio defilato alla destra dell'altare, per lasciare il maggior spazio possibile ai parenti delle vittime. Attese tutte le massime cariche dello Stato, dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al premier Silvio Berlusconi, dai presidenti di Senato e di Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, ai ministri e agli esponenti di tutti i partiti politici. La terra è tornata a tremare in attesa dei funerali di Stato di questa mattina. Due scosse (una di magnitudo 5.1 alle 21.20 e una all'alba di 5.7) terrorizzano la regione. Se n'è andata così la notte a L'Aquila, la quarta dal terremoto che l'ha distrutta causando 287 morti, uno dei quali ancora da identificare. Alle 11, il segretario di Stato vaticano, monsignor Tarcisio Bertone, officerà i funerali solenni, di fronte ad almeno 150 bare e ad una folla di amici e parenti in lutto. Ai funerali delle vittime del terremoto a L’Aquila partecipano in rappresentanza del Partito democratico il segretario Dario Franceschini insieme a Franco Marini e a Piero Fassino. Alla cerimonia saranno presenti anche i parlamentari eletti a L’Aquila e in Abruzzo, dirigenti regionali e provinciali del Pd. April 06 Una ferita nel cuore Una ferita nel cuore del paese, una vera tragedia nazionale. Un fortissimo terremoto ha colpito l'Abruzzo nella nottepaesi distrutti, edifici rasi al suolo: 50 i morti accertati ma il bilancio è destinato a salire.La più colpita L'Aquila dove ha ceduto un albergo, parte della Casa dello studente, centinaia di edifici tra cui la prefettura. Il sisma, di magnitudo 6,3 Richter (8-9 gradi della scla Mercalli), ha colpito poco prima delle 3.30. Col passare delle ore si scoprono i tanti paesi colpiti: Castelnuovo è descritto come un ammasso di macerie, Onna rasa al suolo. Sono migliaia di sfollati mentre le case hanno tremato anche a Roma. Per il capo della protezione civile, Guido Bertolaso è la "peggiore tragedia del millennio". Solidarietà di Napolitano. Il Papa: "Prego per i bimbi morti". Il segretario del Partito Democratico, Dario Franceschini, di primo mattino rilasciava una dichiarazione: "Il Partito Democratico esprime il suo dolore per le tante vittime, la sua vicinanza e la sua fattiva solidarietà alle popolazioni abruzzesi tragicamente colpite dal sisma. Da subito nelle città e nei paesi colpiti le strutture, le sedi dei circoli i militanti del Pd sono a disposizione della protezione civile e del governo per tutte le necessità che si ritenessero necessarie ai soccorsi. In tutta Italia il Pd è pronto a mobilitarsi, in coordinamento con le richieste che dovessero venire dalle autorità, per gli aiuti alle popolazioni così duramente colpite dal sisma”. E all'ora di pranzo aggiungeva: "Ha fatto bene Berlusconi ad andare all’Aquila. E’ giusto che il capo del governo di persona verifichi la situazione e l’efficienza delle operazioni di soccorso. Il Partito democratico ha già messo a disposizione della protezione civile, delle amministrazioni locali colpire, del governo le proprie strutture e la disponibilità dei propri militanti come volontari. Il PD invita inoltre a sostenere la raccolta di fondi che la Caritas sta organizzando (pubblicheremo il link appena partirà la raccolta”. Anche Fausto Raciti, segretario nazionale dei Giovani democratici ha espresso "tutta la solidarietà e la vicinanza possibile ai cittadini abruzzesi che stanno vivendo il dramma del terremoto. Noi - ha aggiunto Raciti - siamo a disposizione per qualsiasi azione di aiuto e solidarietà nel corso dei prossimi giorni”. Se volete lasciare un messaggio di solidarietà per le popolazioni colpite fatelo nei commenti a questo post del blog della redazione di partitodemocratico.it http://redazionepd.ilcannocchiale.it/post/2214145.html Una tragedia di dimensioni impotenti tanto che potrebbero superare i 50mila, secondo le stime della Protezione civile, gli sfollati a l'Aquila e nei paesi vicini per i danni provocati dal terremoto che alle 3.32 di questa mattina ha colpito il capoluogo abruzzese. Gli edifici inagibili potrebbero essere tra i 10 e i 15mila. Il premier Silvio Berlusconi ha firmato il decreto che stabilisce lo "stato d'emergenza". Diffondiamo l'Appello dei Centri di servizio per il volontariato (Csv) di Pescara a tutti i volontari di Pescara e provincia, a contribuire nei limiti delle loro possibilità ad aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. Le associazioni di volontariato o i singoli volontari interessati a mettersi a disposizione per l'emergenza terremoto che ha colpito l'Abruzzo possono contattare il Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara, telefonando allo 085 2057631. Chiunque fosse invece interessato a donare sangue, può farlo recandosi o presso il Centro Trasfusionale dell'ospedale Santo Spirito di Pescara, via Fonte Romana n. 8 (ingresso pronto soccorso), o presso il centro raccolta sangue Avis Pescara, corso Vittorio Emanuele II n.10. Chiunque voglia donare del cibo per le popolazioni colpite, infine, può portare i generi di prima necessità presso il Banco Alimentare dell'Abruzzo, in via Celestino V: il Banco Alimentare, mediante la sua rete di enti e associazioni convenzionati nell'Aquilano, ha già iniziato ad inviare i prodotti nelle zone colpite dal terremoto. Napolitano: "Profondamente colpito dalle tragiche notizie" . Il Capo dello Stato, profondamente colpito dalle tragiche notizie relative al terremoto che ha colpito l'Abruzzo ha espresso al Presidente della Regione, al Sindaco de L'Aquila e alle altre autorità locali i suoi sentimenti di vicinanza e solidarietà. Il presidente Napolitano, riporta una nota del Quirinale, si mantiene in stretto contatto con il sottosegretario Guido Bertolaso, Capo della Protezione Civile, che coordina tutte le azioni di soccorso e di assistenza volte a fronteggiare l'emergenza. Il Papa: "Prego per le vittime, in particolare per i bimbi". Il Pontefice in un telegramma all'arcivescovo dell'Aquila, Giuseppe Molinari ha espresso "viva partecipazione al dolore delle care popolazioni" colpite dal terremoto di stanotte, prega "per le vittime e in particolare per i bambini" e incoraggia sia i superstiti che "quanti in vario modo si prodigano nei soccorsi". |
Lascia un tuo commento nel nostro Guestbook!
|
||||||||||||||||||
|
|